domenica 7 febbraio 2016

#3 Cosa penso di...Le anime bianche di Frances H. Burnett |Recensione|

Buon salve anime belle e buona domenica!
Finalmente oggi riesco a scrivere la recensione di Le anime bianche di Frances H. Burentt della Panesi Edizioni che la traduttrice Annarita Tranfici mi ha gentilmente inviato (maggiori info qui).
Questa è la prima traduzione italiana di questo romanzo della Bunett, infatti risulta essere uno dei meno conosciuti dell'autrice, famosa per romanzi che credo abbiano segnato l'infanzia di molti di noi, come Il piccolo Lord, La piccola principessa e Il giardino segreto.

Questo è un romanzo che vede in sé la profonda inquietudine dell'autrice dovuta alla scomparsa prematura del figlio quindicenne, infatti la morte ruota attorno alle vicende del libro soffice e lieve come la nebbie che invadono la brughiera scozzese luogo in cui è ambientato. E fra questi paesaggi che così magici e misteriosi vive Ysobel, giovane orfana che trascorre tutta la sua vita tra le mura di Muircarrie, completamente isolata dal resto del mondo che conosce solo attraverso i libri antichi che ha studiato. Ysobel, però, non è una ragazza come tante, anzi non ha niente in comune con le bambine della sua età che la considerano “strana”, ma questa sua stranezza nasconde un dono, un dono che all'inizio lei stessa non si renderà conto di avere.
Fin da piccola Ysobel vede intorno a sé delle presenze che chiama anime bianche per via del colorito pallido (prima fra tante la piccola Wee Brown Elspeth che sarà la sua unica compagna di giochi); all'inizio la giovane protagonista non si rende conto che quel che vede sono fantasmi, ma solo alla fine del romanzo avrà questa rivelazione grazie all'aiuto di un giovane scrittore che l'aiuta a comprendere questo suo mistico dono.
Come ho già detto, credo che la morte sia uno dei protagonisti principali del romanzo, che però non viene vista dagli occhi di Ysobel come qualcosa di cui non aver paura, perchè la vive come qualcosa di limpido e puro proprio come le anime che vede e che non teme neanche dopo aver scoperto cosa in realtà sono.
E così penso che l'autrice attraverso quel che scrive in questo romanzo voglia credere che l'anima del suo giovane figlio sia sempre accanto a lei nonostante non riesca a vederlo, e in fondo è realmente così, nessuno ci lascia mai veramente.

Questo è un romanzo molto breve che si legge nel giro di un giorno, ma che affronta temi tutt'altro che leggeri, la morte è ciò che ci spaventa di più, ma attraverso gli occhi puri di Ysobel risulta essere qualcosa di cui non aver paura o temere.
Una delle cose che più mi è piaciuta sono le descrizioni dei paesaggi, via via che si legge si riesce quasi a immaginare di essere in quei luoghi incantati della Scozia, tra le sue brughiere immerse nella nebbia e dentro uno dei suoi immensi manieri, per me che adoro queste ambientazioni è stata una vera meraviglia leggere questo libro.
Lo consiglio a chi come me ha adorato gli altri romanzi della Burnett a che se questo ha uno stile molto differente.

Alla prossima,
Grazia



6 commenti:

  1. a breve lo leggero anche io ^_^ recensione inserita ^_^

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  2. Anche a me è piaciuto, è un libro breve ma molto intenso

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  3. Buongiorno e buon week-end.
    Passo per segnalare con immensa gioia che la casa editrice ha provveduto a stampare la versione cartacea del classico da me tradotto. :D Tutti gli interessati possono fare richiesta direttamente alla Panesi Edizioni tramite questa pagina e richiedere il romanzo al costo di 8 euro (spedizione inclusa): http://panesiedizioni.it/i-nostri-ebook/i-nostri-cartacei/

    Pensavo potesse interessare. Grazie per lo spazio! Buona giornata!

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